Il Costume Araldico: Introduzione

Introduzione

Come possiamo tifare degnamente la squadra preferita? Come possiamo riconoscere il nostro alleato o il nostro avversario in un gioco a squadre particolarmente numeroso all'interno del quale per ipotesi, non conosciamo nessuno?
Questi quesiti risultano molto diretti e moderni, ma sono le motivazioni che trasposizionate al Medioevo, nell'arco di numerosi anni nel XII secolo, produssero una vero e proprio linguaggio iconico ancora in uso chiamato araldica e alla sua applicazione ed espressione attraverso un filone di fogge che ebbero grande fortuna e dominarono miniature e affreschi per almeno i due secoli successivi.
Per comprendere il perchè questo genere di grafica ebbe un grande sviluppo dobbiamo appunto tornare indietro al periodo dei Comuni e della cavalleria, dove ogni feudo aveva il proprio signore e la sua servitù.
Ma perchè parliamo di codice? In sintesi, l'araldica consiste in un sistema di simboli e colori che esprimono l'appartenenza e la storia di una determinata famiglia. Partiamo innanzitutto dal presupposto che l'araldica nasce in un periodo in cui l'analfabetismo era molto diffuso e per questa ragione era necessario avvalersi di  strutture grafiche ben riconoscibili quali animali e figure geometriche per comunicare concetti.
Seguendo precise regole di lettura era possibile conoscere il grado di parentela della famiglia e con quali rami si era legata a ritroso: in determinati casi l'unione di due rami familiari prevedeva infatti la commistione dell'araldica d'appartenenza.

Si pensa che i motivi della nascita di questa codificazione siano da ricondurre a due fattori: il primo è l'affermasi delle giostre per cui era importante evidenziare l'identità e la provenienza degli sfidanti il cui viso era totalmente occultato, il secondo si pensa sia da ricondurre alle Crociate e all'importanza di riconoscere l'appartenenza non solo a una determinata famiglia nobiliare, ma a un dato esercito e a un particolare ordine cavalleresco i quali nacquero in quel periodo.
Parallelamente il costume militare si evolse con l'adozione di nuovi equipaggiamenti più efficaci in combattimento: dalla semplice tunica finalizzata a coprire e proteggere il corpo del soldato dalla calura alla diffusione di veri e propri farsetti da battaglia imbottiti, chiamati gambeson.
L'appartenenza e l'ostentazione della casata raggiunse anche fogge più lussuose e conobbe grande successo negli abiti femminili, adornando mantelle e cipriane.



Guida


Data questa premessa di tre secoli molto impegnati, di che cosa ci occuperemo?
L'obiettivo è quello di fornire tutti gli elementi per poter confezionare un abito araldico, avendo parallelamente basi storiche per poter rientrare nel costume filologico.
Per la maggioranza delle informazioni riguardanti il costume araldico ho consultato il testo Medieval Costume and Fashion di Herbert Norris, della Dover publications, la cui bibliografia è indicata passo a passo nei prossimi articoli; riguardo invece il tema dell'araldica, in attesa di trovare un testo più esaustivo e di aggiornare l'introduzione di conseguenza, all'interno del medesimo testo, le pagine da 287 a 317 sono minuziosamente e interamente dedicate all'argomento.
Per avere linee guida sull'equipaggiamento militare medievale ho consultato The Medieval Warrior di Martin Dougherty, Lyons press editore, testo che ha riacceso immediatamente dopo solo la lettura di qualche paragrafo, la mia passione sull'argomento: contiene schemi e illustrazioni molto chiare, unite a un'organizzazione degli argomenti estremamente schematica e precisa, lo rendono un riferimento a dir poco determinante.
Per alcune voci minori, o riferimenti veloci mi sono avvalsa di sitografia: prospettiva di cui non sono mai troppo entusiasta, ma risulta utile per ricercare ulteriori fonti.
Detto ciò, buona lettura (e soprattutto buona confezione :p).

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